BUTI – Un inseguimento ad alta tensione concluso con uno schianto deliberato e un’aggressione fisica. È il grave episodio di violenza avvenuto a Buti, in provincia di Pisa, che ha portato all’arresto di un uomo di 43 anni. Le accuse a suo carico sono di lesioni personali aggravate e atti persecutori, reato comunemente noto come stalking.
I fatti si sono svolti nel pomeriggio antecedente alla notte del 30 aprile. In base a quanto ricostruito dalle indagini, il 43enne si è lanciato con la propria vettura all’inseguimento dell’automobile su cui viaggiava la sua ex convivente, che in quel frangente si trovava insieme al nuovo compagno. La corsa si è interrotta bruscamente quando l’aggressore ha speronato volontariamente la macchina della donna, obbligandola a fermare la marcia. Subito dopo l’impatto, l’uomo si è avvicinato al veicolo della vittima e l’ha colpita fisicamente agendo attraverso il finestrino.
L’episodio rappresenta l’apice di una condotta violenta che, secondo gli inquirenti, aveva carattere abituale. I carabinieri della stazione locale, inquadrata nella compagnia di Pontedera, sono riusciti a delineare con precisione la dinamica dell’agguato grazie a due elementi fondamentali. Da un lato, i rilievi fotografici effettuati sulle carrozzerie dei mezzi hanno confermato la forza e la natura dell’urto; dall’altro, si è rivelato decisivo un filmato girato dalla stessa vittima con il proprio smartphone nei momenti più concitati dell’inseguimento.
Supportati da queste prove, nella notte del 30 aprile i militari hanno fatto scattare l’arresto in ‘flagranza differita’. Il sostituto procuratore della Repubblica di Pisa, titolare del coordinamento delle indagini, ha inizialmente disposto per il quarantatreenne la misura degli arresti domiciliari. La decisione è stata poi confermata nella giornata del 2 maggio durante l’udienza di convalida: il giudice ha ratificato l’arresto e ribadito la permanenza ai domiciliari, aggravando però la misura con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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