CALCI – Il museo di storia naturale dell’università di Pisa, incastonato nella suggestiva Certosa di Calci, archivia un 2025 da incorniciare. I dati parlano di una crescita esponenziale: 93.591 visitatori in un anno.
Il confronto con il passato evidenzia il salto di qualità. Nel 2024 gli ingressi erano stati poco più di 77mila. L’incremento registrato supera dunque il 20 per cento. Un segnale forte di come la divulgazione scientifica, se fatta bene, sappia attrarre il grande pubblico.
Soddisfatta l’assessora regionale alla cultura, Cristina Manetti. “È un risultato straordinario che premia il lavoro svolto”, ha commentato. Per la Regione, Calci si conferma un polo strategico, capace di unire rigore accademico e appeal popolare. “Un punto di riferimento non solo per Pisa, ma per tutta la Toscana”, ha aggiunto l’assessora.
A trainare il successo è stata una programmazione vivace. Nel 2025 si sono alternate cinque mostre temporanee, tra cui le apprezzatissime Dinosauri e Biodiversità nel santuario dei cetacei, ancora visitabili. Accanto alle esposizioni, il museo ha ospitato 43 eventi culturali. Fondamentale anche il rapporto con le scuole: sono stati oltre 16mila gli studenti e insegnanti arrivati da tutta la regione.
Ma c’è un dato che rende questi numeri ancora più nobili. Il museo ha investito fortemente sul sociale. Sono stati realizzati 42 eventi dedicati all’inclusione, con percorsi specifici per persone con bisogni speciali e anziani delle Rsa. “L’accessibilità è un valore cardine delle nostre politiche”, ha concluso Manetti, lodando la vocazione inclusiva della struttura.
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