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Il San Francesco con Alessandro Preziosi per l’edizione 2026 del Dramma Popolare di San Miniato

SAN MINIATO – La scena di piazza Duomo a San Miniato, quest’anno, sarà per Alessandro Preziosi e il suo Francesco. A ottocento anni dalla morte del Santo, la scena del Dramma Popolare sarà per La ferita, la letizia di Davide Rondoni. Il debutto sarà il 28 luglio, nella storica piazza del Duomo. Poi repliche fino al 30.

L’evento è stato presentato a Firenze da Eugenio Giani, l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, i rappresentanti delle istituzioni locali, gli organizzatori della Festa del Teatro 2026 e Alessandro Preziosi, protagonista principale di questa edizione.

“Il dramma popolare – ha evidenziato Giani – rappresenta un importante riferimento culturale per tutta la Toscana, e quest’anno avrà quale elemento centrale una figura straordinaria,o cui tutti siamo legatissimi, come quella di San Francesco, in questo anniversario speciale”.

Il presidente ha voluto evidenziare la genesi di questo evento. “Il dramma nacque come reazione positiva al trauma della guerra. Le bombe avevano distrutto il teatro e il teatro ricominciò nella piazza davanti alla cattedrale. Da allora il Dramma Popolare e la festa del teatro hanno avviato un cammino bellissimo sino a giungere all’ottantesima edizione, quella di quest’anno”.

“È un’edizione estremamente ricca – ha aggiunto Cristina Manetti – perché accanto allo spettacolo su Francesco di un grande artista come Alessandro Preziosi sono in programma tanti altri spettacoli di qualità. Anche quest’anno dunque sotto le stelle si rinnoverà questa bellissima manifestazione che attira un foltissimo pubblico nel segno del grande teatro”.

Il programma

La Festa del Teatro di San Miniato inizia il 25 giugno con una carrellata di spettacoli che porteranno al Dramma. Fra questi alcune prime assolute e spettacoli di rilievo. Il via con Sui passi del giovane Francesco di Stefano Vestrini, con Andrea Giuntini, Tommaso Nobilio, Katia Lari. Il 29 giugno San Miniato ospiterà la prima assoluta di Riccardo III – quasi un’orazione civile – Primo studio di e con Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini. La regia è di Matteo Marsan. Lo spettacolo sarà preceduto dalla conferenza Autorità e Sovranità: Il Potere nell’Arte di Caravaggio e nella Drammaturgia di Shakespeare con Tomaso Montanari, Nadia Fusini e Masolino D’Amico a Palazzo Grifoni.

Il 2 luglio un’altra prima Elementi per un’esperienza di pace, uno spettacolo di Sandro Mabellini, ispirato all’opera e alla biografia di Aldo Capitini. Drammaturgia di Gherardo Vitali Rosati con Stefano Baffetti, Francesca Caprai, Flavia Gramaccioni, Matteo Svolacchia e musiche originali di Paolo Benvegnù: in cammino verso Assisi, Marco e Chiara scoprono il valore della non violenza attraverso il pensiero di Aldo Capitini, fondatore della Marcia per la Pace.

Il 4 luglio sarà la volta di Nagai. La storia di un medico giapponese e della bomba atomica su Nagasaki. Il 7 luglio in scena in prima assoluta Alex. Vita e morte di Alexander Langer di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali sulla vita dell’attivista ponte tra culture, profeta di dialogo, pace e ambiente. Il 9 luglio debutta Strada maestra di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich. Il 13 luglio, in cartellone, Milite Ignoto–quindicidiciotto uno spettacolo di Mario Perrotta tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi e dal progetto La Grande Guerra, i diari raccontano a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesidi. Dal 16 luglio la rassegna Futuro Passato sulla nuova drammaturgia: Now they have really gone bananas #1 di Giulia Bartolini: lettura scenica a cura di Federico Bellini con Jonathan Lazzini. E ancora il 17 luglio Caffè sospeso [ovvero: “Unire nella diversità”] #2 di Floria Laetitia e Di là dell’Arcadia #3 di Simone Corso.

Tutti questi spettacoli saranno allestiti in parte nel giardino della Misericordia e in parte nel complesso monumentale del convento di San Francesco.

Il 25 luglio in piazza Duomo un evento d’eccezione prima del Dramma: Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato con Simone Cristicchi e Amara. Un omaggio a Franco Battiato. Pochi sono quegli artisti che con le loro opere riescono a “cucire” terra e cielo, raggiungendo la rara armonia capace di risvegliare e accarezzare l’anima. Lui c’è riuscito, pellegrino dell’assoluto e rivoluzionario della musica, ha lasciato un’eredità preziosa in cui alla forma-canzone si sposa alchemicamente una profonda tensione spirituale: dalla preghiera universale L’ombra della Luce alla struggente La cura; da E ti vengo a cercare fino all’ultimo brano inciso Torneremo ancora, che dà il titolo al concerto.

REDAZIONE

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