PISA – La medicina del futuro parla sempre più la lingua della bioingegneria toscana. Il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha deciso di scommettere ancora una volta sull’eccellenza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Un nuovo finanziamento Proof of Concept è stato assegnato al progetto Bioneact, coordinato dal professor Stefano Palagi dell’Istituto di BioRobotica.
L’obiettivo è ambizioso e sembra uscito da un film di fantascienza, ma ha basi scientifiche solidissime. Si tratta di portare verso l’applicazione clinica una nuova generazione di microrobot attivi. Questi dispositivi microscopici hanno caratteristiche uniche: sono “ultra-soffici”, autonomi e, soprattutto, biodegradabili.
La sfida di BIOENACT, che durerà 18 mesi con un budget di 150mila euro, è dimostrare che queste macchine invisibili sono sicure per l’uomo. L’idea nasce dal precedente progetto ERC CELLOIDS: creare robot che mimano il comportamento delle cellule immunitarie. Proprio come i globuli bianchi, questi dispositivi possono deformarsi per navigare nei tessuti biologici.
La vera rivoluzione sta nell’alimentazione e nel fine vita del robot. Il team di Palagi vuole renderli capaci di muoversi sfruttando sostanze già presenti nel corpo, come il glucosio, senza batterie esterne. Una volta terminato il loro compito terapeutico, non dovranno essere rimossi chirurgicamente: saranno progettati per degradarsi ed essere riassorbiti dai tessuti, rilasciando eventualmente farmaci curativi nel processo.
Per Palagi si tratta di una conferma prestigiosa. Solo un anno fa, a gennaio 2025, aveva ottenuto un altro finanziamento per “Softinvaders”, focalizzato sull’uso di questi microrobot per penetrare le masse tumorali solide. Ora, con BIOENACT, si cerca il passo decisivo: trasformare la ricerca di frontiera in una tecnologia pronta per entrare negli ospedali.
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