Il distretto del Cuoio toscano torna al centro dell’allarme economico regionale. Tra Santa Croce sull’Arno, San Miniato e Castelfranco di Sotto, sono 101 le aziende artigiane finite in cassa integrazione negli ultimi mesi, coinvolgendo complessivamente 819 lavoratori secondo i dati della Commissione Bilaterale Provinciale Fsba di Pisa.
A pesare sul comparto sono soprattutto il rallentamento del mercato del lusso internazionale, il forte calo degli ordini e la crescente dipendenza delle piccole imprese locali dai grandi marchi globali della moda. Una situazione che sta mettendo sotto pressione uno dei distretti manifatturieri più importanti d’Europa, storico motore economico della Toscana.
Secondo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria, il 2024 si è chiuso con perdite vicine al 7% nel settore pelle, cuoio e calzature, mentre le ore autorizzate di cassa integrazione sono aumentate oltre il 200% rispetto all’anno precedente.
Le criticità non riguardano soltanto la produzione. Molte aziende del comprensorio starebbero infatti affrontando anche problemi di liquidità, con difficoltà ad anticipare gli ammortizzatori sociali ai dipendenti. Una condizione che rischia di aggravare ulteriormente il clima di incertezza economica e sociale nell’area.
Il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno rappresenta ancora oggi una delle eccellenze industriali italiane, con una forte vocazione all’export internazionale. Tuttavia, la crisi del lusso globale e la frenata dei consumi stanno mettendo in discussione la tenuta dell’intera filiera.
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