PISA – La Scuola Normale Superiore cambia marcia sul diritto allo studio e ridisegna il proprio sistema di welfare studentesco. Con una decisione che punta a favorire concretamente la mobilità sociale e a premiare il merito in modo più equo, l’istituzione d’eccellenza pisana ha varato una profonda riforma degli aiuti economici destinati agli iscritti al corso ordinario (il percorso che va dall’immatricolazione fino alla laurea).
Dal contributo fisso al sostegno progressivo
Fino ad oggi, la Scuola erogava un contributo standard di 1.280 euro a tutti i suoi allievi, indipendentemente dalla loro situazione economica. Il nuovo impianto normativo, approvato dal Senato Accademico lo scorso 31 marzo, smantella questo approccio uniforme per introdurre un sistema proporzionale al reddito.
Il cambiamento è netto: per i giovani che provengono da famiglie con un ISEE inferiore ai 40mila euro, l’assegno annuale subirà un’impennata, arrivando a toccare i 5mila euro. Superata questa soglia, l’importo si ridurrà gradualmente, fino a scendere a 500 euro per gli indicatori Isee che oltrepassano i 70mila euro.
Questo intervento economico si somma ai benefit storici garantiti dalla Normale, che rimarranno gratuiti per la totalità degli iscritti senza alcuna distinzione di censo: l’alloggio nei collegi, i pasti in mensa e i sussidi per la mobilità sia nazionale che internazionale. Inoltre, non prevedendo l’istituto il pagamento di tasse proprie, la nuova borsa permetterà a chi ha un ISEE fino a circa 65.000 euro di vedersi rimborsare integralmente anche le rette dovute alle Università di Pisa o Firenze.
Le risorse e il regime transitorio
Attualmente, l’investimento globale della Scuola tra contributi didattici e rimborsi delle tasse universitarie supera gli 800mila euro. Con le nuove regole, lo stanziamento complessivo aumenterà e subirà una radicale redistribuzione: oltre il 60 per cento dei fondi sarà infatti incanalato a favore della fascia con Isee sotto i 40mila euro.
Il nuovo regime entrerà ufficialmente in vigore a partire dall’anno accademico 2026/2027 per le nuove matricole. Tuttavia, le agevolazioni interesseranno anche chi sta già frequentando i corsi. Questo sarà possibile grazie a uno sforzo economico aggiuntivo messo a bilancio dalla Normale e a un gesto di solidarietà dell’assemblea degli studenti, che ha scelto di rinunciare a una quota del vecchio contributo fisso spettante alle fasce di reddito più alte per finanziare l’attuazione del nuovo modello.
Il commento del direttore
A sottolineare la portata del provvedimento è il Direttore dell’istituzione, Alessandro Schiesaro, che evidenzia l’importanza di supportare in modo efficace i ragazzi costretti a studiare lontani dalle proprie famiglie: “È un passo in avanti decisivo per rendere davvero possibile studiare in Normale a tutte le studentesse e gli studenti che vogliono affrontare il concorso – ha dichiarato Schiesaro –. La Normale garantisce vitto e alloggio gratuiti a tutti, ma il costo della vita fuori sede penalizza chi non ha alle spalle una famiglia in grado di offrire un sostegno economico. Mi fa molto piacere che l’Assemblea degli Studenti abbia deciso di contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto. Grazie al loro sostegno e a un incremento dei fondi a bilancio possiamo estendere da subito molti dei nuovi benefici anche a chi è allievo della Normale in corso”.
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