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martedì 12 Maggio 2026
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Lavori al 70% e primati tecnologici: prende forma il maxi-polo ospedaliero pisano

PISA – La realizzazione dell’Ospedale Nuovo Santa Chiara in Cisanello riceve un nuovo impulso economico. La giunta della Regione Toscana ha infatti varato una variazione di bilancio che inietta ulteriori 20 milioni di euro nelle casse del cantiere pisano, con l’obiettivo di traguardare la fine dei lavori entro il 2027. L’annuncio è stato formalizzato dal presidente Eugenio Giani e dall’assessora alla sanità Monia Monni durante un sopralluogo istituzionale volto a fare il punto sull’avanzamento dell’opera, giunta ormai a circa il 70% del suo sviluppo complessivo.

Il volto del nuovo ospedale

L’area di Cisanello sta mutando rapidamente fisionomia. Attualmente, oltre alla centrale tecnologica, risulta completata la nuova mensa riservata al personale aziendale e sono state erette le strutture portanti di quella che viene definita la ‘Main street’. Ben visibile anche dall’esterno è il nuovo ingresso, le cui coperture sono state ultimate, così come si sta procedendo alla chiusura dei tetti degli altri stabili. In dirittura d’arrivo ci sono anche i lavori per la palazzina destinata alle attività didattiche dell’ateneo (Unipi 1) e per l’Edificio 50, che accoglierà l’area tecnica e gli uffici amministrativi.

Il governatore Giani ha sottolineato la portata strategica del progetto: “Questo ospedale, insieme a Careggi, diventerà il più importante dell’Italia centrale ed è il cantiere ospedaliero in Italia sicuramente più significativo”. Soffermandosi poi sull’impegno economico, ha aggiunto: “La Regione ci sta investendo tanto, ieri la giunta ha proposto un ulteriore finanziamento di venti milioni, e c’è molto orgoglio: è un vanto per la sanità pubblica in cui crediamo, una sanità universalistica che investe sui grandi ospedali, sulla qualità e l’innovazione, sull’alta tecnologia e sulle cure di prossimità”.

L’innovazione del robot Symani

L’alta tecnologia citata dal presidente ha trovato una sua applicazione pratica proprio durante la visita, con l’inaugurazione all’interno dell’Edificio 30 del sistema Symani. Si tratta di una piattaforma robotica, unica in Toscana e presente in appena altri quattro centri su tutto il territorio nazionale, specificamente progettata per la supermicrochirurgia. Questo strumento permette di eseguire complesse anastomosi in ambiti delicatissimi come l’oftalmologia, l’otorinolaringoiatria, la neurochirurgia periferica e le chirurgie plastica, maxillofacciale e della mano.

La nuova apparecchiatura porta a cinque il numero di sistemi robotici in dotazione all’Aoup (Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana), affiancando i quattro robot Da Vinci già operativi nel Centro multidisciplinare, i quali garantiscono oltre 1800 interventi annuali in molteplici specialità, compreso il trapianto di rene da vivente. Un polo chirurgico ‘diffuso’ che, secondo i dati dell’Agenas, colloca Pisa ai vertici italiani per il trattamento robotico dei tumori a prostata, polmone e colon retto.

Le eccellenze del presidio storico

Prima di recarsi a Cisanello, i vertici regionali hanno fatto tappa al presidio storico. “Ci piaceva lanciare prima uno sguardo al vecchio Santa Chiara e alle sue molteplici eccellenze – ha spiegato Giani – prima di tornare sul cantiere dove sta nascendo il nuovo ospedale che da 800 anni opera su Pisa e che diventerà fra i più importanti del Centro Italia”. Un presidio che mantiene una fortissima capacità attrattiva, stimata al 16% per i pazienti provenienti dal resto d’Italia, e che gestisce casi di elevatissima complessità, come confermato dalla direttrice generale Katia Belvedere citando un indice ‘Drg’ dell’1.35% per i ricoveri chirurgici.

Tra le punte di diamante visitate spicca il Dipartimento materno-infantile, vero e proprio hub per la cura dei tumori dell’endometrio e dell’ovaio, dotato di un percorso nascita certificato dall’Unicef, di una Neonatologia di terzo livello e di una Unit specializzata nelle gravidanze ad alto rischio. Al suo interno opera il Centro Nina, un polo di eccellenza nazionale (attivo anche in Tanzania per la cooperazione internazionale) dedicato alla formazione tramite simulazione. Grazie alla realtà aumentata, a regie con telecamere digitali e a manichini interattivi ad alta fedeltà inseriti in perfette riproduzioni di sale parto e terapie intensive, il personale si addestra ad affrontare ogni tipo di criticità neonatale e ostetrica.

Il tour si è infine concluso all’Edificio 18, sede della Radiodiagnostica 1. Qui, i professionisti del Dipartimento di Medicina radiologica hanno illustrato le peculiarità della radiologia forense pisana, considerata uno dei quattro centri italiani di respiro internazionale in questo settore. Attraverso l’uso di risonanze magnetiche, tac e raggi X, il dipartimento fornisce un fondamentale supporto diagnostico per immagini all’attività giudiziaria, intervenendo in casi di rilevanza nazionale e nelle indagini legate agli incidenti sul lavoro.

REDAZIONE

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